L’ombra del fotografo

© Courtesy Patrizia Savarese, 1985

© Courtesy Patrizia Savarese, 1985

C’è un genere di foto che mi piace moltissimo: quando in scena compare anche il fotografo. O meglio: la sua ombra.

Mi piace perché questo è uno dei pochi modi che la fotografia ha a disposizione per raccontare visivamente di sé. Nel senso che, come nell’immagine di Patrizia Savarese, all’interno dell’inquadratura non compare solo il soggetto ritratto (i corpi al sole), ma anche come la foto è stata fatta. Nel nostro caso: la rappresentazione del punto di vista e di ripresa (l’ombra della scala e della fotografa che, dalla cima, riprende la scena).

Mi piace perché, in questo genere di foto, convivono – una dentro l’altra, e in modo quasi vertiginoso – almeno tre impronte diverse: quella della luce (sui soggetti della fotografia); quella dello sguardo (la fotografia in sé); quella del passaggio/presenza del corpo del fotografo (la sua ombra).

E mi viene da pensare che, forse, la fotografia è per il fotografo anche un gesto di umiltà. Perché lascia generosamente al soggetto tutta la luce e lui, il fotografo, si mantiene – appunto – nell’ombra. In tutti i sensi.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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2 risposte a L’ombra del fotografo

  1. Chiara Ferrin ha detto:

    Interessanti e condivisibili considerazioni. Però nel caso specifico di questa foto le trovo in contraddizione con il gesto di umiltà a cui si riferisce. Sento quest’ombra troppo invadente, sembra quello il focus dell’immagine. Inoltre in questo caso rivela un’artificiosità della foto che non mi piace, per come toglie spazio a ogni immaginazione.

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Grazie Chiara per il tuo intervento. Roland Barthes diceva che il senso di una fotografia è come una barca alla deriva: scivola liberamente sulla superficie dell’acqua perché niente, nessun codice, lo tiene ancorato. Credo che le nostre differenti letture di questa foto siano la dimostrazione, bellissima, di quanta verità ci sia nelle parole di Barthes :-). E così accetto ciò che il tuo gusto vede in questa foto.
      Mi permetto di aggiungere, invece, a proposito dell’umiltà del fotografo, che – nelle mie intenzioni – il portato di questa metafora vuole alludere non solo all’ombra, ma al fatto che in fotografia, molto spesso, il peso del fotografo come autore è sacrificato, messo da parte dall’immagine stessa. (Ma è un discorso che ha bisogno di ben più di quattro paragrafi. Ci ritornerò).
      Mi auguro di poterti leggere ancora. A presto.

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