Istruzioni per fotografare

«Cara Caterina, Ti mando la macchinetta fotografica già bell’e caricata colle lastre, raccomandandoti di fare attenzione a questo:

1° che quando vuoi fotografare il sole o la luce sia dietro le tue spalle e batta in pieno invece sull’oggetto o la persona che vuoi ritrarre.

2° che questo oggetto o persona sieno distanti da te almeno un paio di metri e che li veda bene per intero nel vetro smerigliato o mirino.

3° di tenere la macchinetta ben orizzontale e ferma senza muoverla nel fare scattare la molla.

4° tirata l’immagine col far scattare la molletta s’inclina in avanti la macchinetta e si fa agire la piccola leva pel cambio delle lastre, rimettendola apposto quando hai sentito che la lastra è caduta.

Divertiti e domenica mi darai la macchina chiusa, per far sviluppare i negativi.»

Questo foglietto è stato scritto, nel maggio 1905, da Giovanni Verga per la nipote Caterina. Nessuna raccomandazione “estetica”, nessun suggerimento per la composizione. Semplici istruzioni disposte in ordine di esecuzione, da manuale.

La ’macchinetta fotografica’ di cui parla Verga è una Eastman, quella di you press the button, we do the rest.

E’ un piccolo documento proveniente dall’epoca in cui la fotografia subiva la prima grande mutazione: diventava fotografia di massa; gli apparecchi fotografici si stavano trasformando in elettrodomestici e molti fotografanti iniziavano a vestire i panni di casalinghe dell’immagine. In un certo senso.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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3 risposte a Istruzioni per fotografare

  1. Cinzia ha detto:

    Dunque la massificazione della fotografia inizia nel secolo scorso…scorcentante, ma non tanto in fondo, considerando che coincide con l’inizio dell’era industriale, in cui tutto diventa routine ed ogni essere parte di un ingranaggio che deve produrre e molto velocemente. L’idea di cottimo inventato da un francese (di cui non ricordo come si scrive il nome), prende il sopravvento su tutto, anche sull’arte. Da più di un secolo siamo vittime del fare in fretta, del produrre, non esiste evoluzione in tutto questo a mio modesto avviso, ma involuzione.
    Ciò che trovo anche scorcertante è la frase finale delle istruzioni: divertiti …
    Un caro saluto.
    Cinzia

  2. lavaligiadivangogh ha detto:

    Beh, dai, la fotografia a volte è ‘anche’ divertimento. O no?

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