Figure del Silenzio

Appunti  per un progetto sul Silenzio. Per un cammino visivo.

Il Silenzio che circola nell’aria, come fumo. Come un personaggio. Il Silenzio delle mattine ancora buie: in quei momenti il Silenzio è una presenza, una figura. Una figura fluttuante. Tra i vicoli, lungo le strade, nelle curve che vedo dalla finestra della mia cucina. E anche oltre: oltre i tetti, sul terrazzo del mio dirimpettaio. Come fotografare questo Silenzio? Qual è il suo equivalente visivo?

Il silenzio non si posa da nessuna parte, come fa, invece, il vento. Non lascia impronte d’aria, come fa, invece, la musica. Il silenzio transita o ristagna. E’ sottile, fragile: lo puoi rompere in ogni momento, con qualsiasi cosa.

Il silenzio è un vuoto? Il silenzio è bianco? O è il buio delle notti? O è un luogo (una chiesa, ad esempio)? Il Silenzio è un’attesa, una distanza? E come lo misuro il Silenzio? Lo avverto, ad esempio, quando un latrato lontano o un treno che passa all’orizzonte ne fissano il confine, invisibile.

Paradigmi visivi del silenzio. Certe scene di Blow Up di Antonioni. Cary Grant nella campagna sperduta, mentre aspetta a quell’incrocio desolato della provincia americana in Intrigo internazionale. I campi innevati delle foto di Kiarostami. La campagna emiliana e le nebbie di Ghirri. O le sue spiagge invernali in disarmo. Milano a Ferragosto o quella di Basilico …

Silenzio e solitudine, di pari passo.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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5 risposte a Figure del Silenzio

  1. Cinzia ha detto:

    L’inizio di un racconto di Puskin, o una poesia di Tagore o forse chissà un sogno di Kurosawa… Il silenzio è molte cose … è ascoltare se stessi oltre il la samsara del mondo.
    A presto.

  2. massimo ha detto:

    non so perchè ma certe fotografie stenopeiche mi suggeriscono il silenzio. sarà perchè lo stare lì
    ad ascoltare il tempo che passa durante la posa, spesso lunga, non fa altro che metterti in una sorta di sintonia con il silenzio che poi ritrovo nelle immagini.

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Bellissima immagine quella del ‘silenzio stenopeico’. Mi piace davvero molto. Mi capita di provare qualcosa del genere quando uso il banco ottico in esterno. Certo, i tempi non sono biblici come per la scatola stenopeica, però l’attenzione, i rituali, lo sguardo che agisce come il respiro … tutte cose che creano silenzio. Grazie per il tuo commento. Un vero regalo.
      Ciao.

      • massimo ha detto:

        Grazie!
        Verissimo il rituale del banco ottico è un rituale silenzioso ( a parte le incazzature quanto tiri su il volè dalla parte sbagliata, dimentichi l’otturatore aperto, ecc).
        Io poi mi sono fatto una piastra stenopeica da mettere sulla standarda anteriore, così aggiungo silenzio al silenzio! 🙂
        Buona giornata!

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