Uno sguardo privato

Inizio a scrivere molto presto, la mattina. I miei post nascono con il buio e nel silenzio: prendono forma lentamente, insieme alla luce e ai rumori del giorno.

Scrivo in cucina, vicino ai miei gatti: Oberon, che dorme sul tavolo in mezzo ai libri e ai miei taccuini; Gandalf, che vigila su di me da sotto la sedia.

Oberon (2013)

Oberon (2013)

Gandalf (2013)

Gandalf (2013)

Ogni tanto smetto di scrivere e leggo. E’ in questo silenzio che mi innamoro di una parola, di un aggettivo e allora li pronuncio, a mezza voce. Li faccio risuonare nell’aria ancora notturna.

Altre volte, invece, smetto di scrivere e mi affaccio sul vicolo. E guardo. Guardo il mattino e la luce  ibrida che comincia ad apparire; i primi passanti frettolosi; gli spazzini; l’edicolante; i cinesi all’angolo che aprono le saracinesche del caffè … Guardo tutto con calma, pronunciando queste immagini, facendole risuonare nell’aria e dentro di me. Come un  atto d’ amore verso la vita.

Il mio sguardo nasce così, tutte le mattine. Si carica di serenità e di energia, le accumula (come un gatto che sonnecchia) e si prepara al balzo, pronto a disperderle nel giorno che lo attende.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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2 risposte a Uno sguardo privato

  1. graziano perotti ha detto:

    …è un bel risveglio.

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