Vale più di mille parole 2. Il tempo interno della fotografia

Asiago, 2007

Asiago (2007)

Spesso, nella pratica fotografica quotidiana, ci accaniamo a parlare di composizione, di collocazione del soggetto nello spazio e dimentichiamo, invece, che è il Tempo il vero oggetto di ogni fotografia.

Ogni immagine fotografica, nonostante l’immobilità apparente del soggetto, ha un proprio tempo interno. E’ un tempo assottigliato, compresso, impalpabile: il residuo di una durata. Ma è proprio questa presenza, minima, del Tempo nell’inquadratura che trasforma ogni immagine, anche la più statica delle nature morte, in una narrazione.

Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali (1650)

Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali (1650)

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a Vale più di mille parole 2. Il tempo interno della fotografia

  1. Gabriella Martino ha detto:

    E ci sono poi momenti essenziali, di improvvise epifanie, il riquadro di una finestra, l’ombra fugace su muro, il bagliore di una lama di luce, in cui l’istante diviene sospeso, si dilata, abbraccia lo spazio e nel silenzio si puó sentire il respiro delle cose.

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