Alfabeto fotografico personale. Destino

Ci sono fotografi per i quali l’atto fotografico è denso e assoluto come un gesto a teatro. Un gesto fotografico dove lo sguardo agisce dalla profondità della propria vita e diventa sguardo-corpo, sguardo-memoria. O sguardo-incubo.

Quando guardo, ad esempio, le immagini di Francesca Woodman, Diane Arbus, Nan Goldin, Minor White, Antoine D’Agata, ho sempre l’impressione che in ogni foto si compia un destino. Un destino che diventa concreto in ogni scatto.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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