Diario da Sud. Giorno sei. L’olfatto

È quasi inevitabile: in un viaggio a Sud lo sguardo si accompagna all’olfatto. Si presuppongono.

Guardare le onde che si infrangono sugli scogli è anche aspirare l’aroma salato degli spruzzi, che il vento solleva e disperde nella luce.

Altre volte, verso sera, il profumo del mare sembra perdere i residui delle ultime creme solari ancora sparse nell’aria, per assumere una venatura di pesce, di pescato fresco.

Oppure, guardando il mare dal porto, il profumo di salsedine si mescola all’odore raffermo delle acque di un canale.

Guardando, poi, verso la campagna e gli uliveti, i colori assolati si mescolano in questo periodo a un solo odore: quello acre e pungente delle stoppie che bruciano.

Ed è un peccato, davvero, che solo lo sguardo abbia modo di raccogliere e conservare (in una foto, ad esempio) questi momenti e renderli stabili, duraturi. Ma incompleti. Perché i profumi sono condannati, nella nostra memoria, a non avere forma.

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fotografo, critico, docente
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