Diario da Sud. Giorno cinque. Lo sguardo

La terra rossa dove si aggrappano gli ulivi, i muretti a secco che separano le proprietà, gli sterrati aridi e polverosi: dopo tanti anni, queste immagini sono ancora presenti nella mia memoria.

Ma oggi hanno, per me, un colore e un sapore diversi, che allora non riconoscevo. Oggi hanno, per me, un sapore quasi biblico, dove si mescolano arsura e sudore e fatica. Del lavoro e della vita.

Un sapore di terra schiacciata dal sole, che attende un po’ di redenzione, come un temporale. O il buio delle notti.

Venti anni fa, invece, pensavo che questa terra salentina fosse solo Magna Grecia o terra scampata ai Turchi, come Otranto.

E allora ho pensato che, con gli anni, lo sguardo cresce e si espande: come una città, come un organismo nutrito dal tempo e dalle esperienze. E si ferma a raccogliere, ogni tanto, quello che un tempo era sfuggito.

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fotografo, critico, docente
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