Diario da Sud. Giorno tre. La Quercia

In genere rimango estasiato dalle opere degli uomini. Mi affascinano e, talvolta, commuovono l’idea, l’ingegno, il lavoro e la passione che lasciano tracce nel tempo.

Ma ieri, a Tricase, la vista della Quercia Vallonea – una quercia del XII secolo – mi ha sopraffatto. Davanti a questo albero millenario, questa opera di Natura in cui l’uomo non ha avuto parte, qualcosa mi ha colpito allo stomaco.

Questa immensa quercia ha visto passare, all’ombra dei suoi lunghi rami contorti e nodosi, normanni turchi eserciti e nobili e generazioni di poveri diavoli. E dopo tutti questi secoli e genti, ieri, ha visto passare me, la mia minuscola storia di uomo, che improvvisamente è diventata ancora più piccola.

Perché questa volta il mio sguardo si è misurato, non con la vastità dello spazio (il mare, ad esempio, o il deserto), ma con le profondità abissali del Tempo e della Storia.

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fotografo, critico, docente
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