Inevitabili sconfitte in fotografia

Quando ero piccolo riuscivo a capire che l’estate, finalmente, era finita da certe nebbie morbide e odorose che salivano dai pioppeti. Nebbie che coprivano, per tutto il mattino, la  luce ancora esagerata di fine agosto. E in quelle mattine mi pareva di sentire nell’aria l’odore buono dei libri o le voci dei compagni di scuola. Ed ero contento.

Per anni sono andato alla ricerca di quelle nebbie, di quelle mattine felici per fotografarle. A volte le ho anche sfiorate, ma non le ho più ritrovate.

Così mi sono persuaso che a volte, in fotografia, davanti ai ricordi, devo accettare a malincuore alcune inevitabili sconfitte dello sguardo.

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fotografo, critico, docente
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