Ancora sul gesto

E poi, esiste il gesto della modernità: condensato, avaro, rovinoso, rigido, violento. Ma soprattutto: piccolo, come scrive Jeff Wall in Gestus. Scritti sull’arte e la fotografia.

Un gesto involontariamente espressivo, che non ha più memoria della antica idea di gestualità, quello che indica la posa, o l’azione che proietta il suo significato. Un gesto tremendo, per il fotografo, perché il suo senso è quasi sempre nascosto al confine tra mutismo e invisibilità.

L’ultimo grande gesto classico è stato, forse, L’urlo di Munch, dopo di che l’impenetrabilità. Come, ad esempio, le figure di Hopper, di David Hockney, i ritratti di Diane Arbus, le figure grottesche raccolte da Martin Parr o gli enigmi di Francesca Woodman. Secondo me.

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fotografo, critico, docente
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