La memoria delle immagini

«L’immagine ha spesso più memoria e più avvenire di colui che la guarda.» (Georges Didi-Huberman)

Proprio così. Nel senso, per esempio, che una foto – se nessuno la distrugge – ci sopravviverà. Per questo, ogni volta che fotografiamo, sarebbe bene pensare al fatto che ognuno di questi frammenti del nostro sguardo, di questi frammenti della nostra memoria consegnati (a volte con leggerezza) al Tempo, potrebbero essere tutto ciò che rimane di noi nella memoria altrui.

Per  questo, ogni volta che fotografiamo, sarebbe bene pensare al rischio che corriamo di consegnare alla memoria futura immagini inutili o insignificanti, di consegnare all’avvenire una certa nostra pochezza.

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a La memoria delle immagini

  1. graziano perotti ha detto:

    Questa è una sassata…però bella!!!

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